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Visualizzazione dei post da giugno, 2011

(Im)pari opportunità e miopia italiana

. Lo scalpore mediatico suscitato in questi giorni dalla pubblicazione del Rapporto sul Global Gender Gap (disparità di genere nel mondo) da parte del World Economical Forum (WEF) ha un che di prosaico, forse addirittura di offensivo. Secondo l’organizzazione, il nostro Paese si piazza in 74ma posizione, tra la Repubblica Dominicana e quella del Gambia. Peggio di noi, fra i paesi dell’Unione, fa solo Malta (83ma). Ebbene? Forse che qualcuno pensava invece che l’Italia fosse “un paese per donne”? Senza essere economisti, la consacrazione di Mara Carfagna a ministro delle Pari opportunità costituiva già un indicatore piuttosto eloquente della drammatica situazione in cui versano le donne nel nostro Belpaese. Ora in più abbiamo un numero, il 74, e il fastidioso sospetto che, oltre all’Islanda, capolista, e ai soliti paesi scandinavi, vi siano almeno una settantina di altri posti al mondo dove le donne se la passano meglio, inclusi il Kazakistan (41°), il Malawi (68°) e il V...

CARO BRUNETTA, OGGI TI CUCINO IO!

  Ricevo,  pubblico, sostengo e condivido lo sdegno e la protesta Sarà perché conosco lo ‘ status ‘ di precario (e anche se cambiato non dimentico chi ancora lo vive sulla sua pelle!) ma mi è stato segnalata sul tema da alcuni amici presenti l’ultima performance del mini-ministro Brunetta ieri durante il Convegno Nazionale dell’Innovazione svoltosi a Roma. Per chi ancora non l’avesse vista vi posto qui di seguito il video: Non credo servano commenti o, qualora ci fossero, vi pregherei di auto-censurarvi seppur capisco e giustifico fin da ora ogni eventuale eccesso però, Inutile nascondersi, credo che qualcosa occorra fare visto che (almeno finché la storia politica non cambia) proprio costoro dovrebbero fare le riforme necessarie a far ripartire il Paese, riforma del lavoro compresa. Evito ogni commento personale perché mi basta la citazione di un brano del grande Fabrizio De Andrè per spiegare se non tutto… molto: fino a dire che un nano è una carogna di sicuro p...

5 giugno 1981-2011: Aids, dopo 30 anni le figuracce dell'Italia

Trent'anni di Aids: il 5 giugno 1981 veniva pubblicato il primo studio. L'Italia nel 2011 tra mancati pagamenti, studi fermi al 2008 e l'invio di Giovanardi alla conferenza Onu, fa la sua pessima figura e quasi niente contro l'Aids. Interrogazione urgente dei deputati radicali-Pd al governo italiano. Roma, 5 giugno 2011 Il 5 giugno 1981 negli Stati Uniti viene pubblicato il primo studio relativo ad una patologia infettiva che provoca un deficit del sistema immunitario. E’ l’atto di nascita dell’Aids. Il Governo Usa nel periodo compreso tra l’ottobre 1980 e il maggio 1981 annunciò i primi cinque casi della Sindrome da Immuno-deficienza acquisita. A distanza di  trent’anni l’unica iniziativa promossa  dal Governo italiano, in occasione dell’ultima giornata contro l’Aids, è stata quella di invitare le persone tra i 30 e 40 anni a fare il test Hiv; in Italia non esistono campagne di informazione e prevenzione sulla diffusione dell’Hiv, nemmeno rivolte a...