di Klaus Mondrian L’Italia non è un paese per gay, per lesbiche, per transessuali. E’ una conferma in più e dispiace che questo ennesimo no venga proprio dall’organo garante della Costituzione uguale per tutti. La speranza era che la Corte Costituzionale dicesse che una discriminazione costituzionale effettivamente c’è in Italia, non è chi non la veda in punta di diritto almeno; la Corte ha preferito lavarsene le mani e sentenziare che queste cose spettano al Parlamento. Come se la Costituzione non contenesse anche per i gay, le lesbiche e le trans l’articolo 2 (diritti inviolabili dell'uomo) e 117 primo comma (ordinamento comunitario e obblighi internazionali), l’articolo 3 (principio di uguaglianza). Un ingenuo si chiedebbe: ma allora chi sono gli ‘uguali’ di cui parla la Costituzione? Chissà se la Corte avrà una risposta a questa domanda banale. La Corte ci dice oggi, aspetteremo l’illuminante sentenza esplicativa, che no, quegli articoli non valgono per i gay e le lesbiche. Per...