Passa ai contenuti principali

OMOFOBIA. E LA TRANSFOBIA?

.
di LauraDenu

Ma si può continuare a parlare di omofobia da Barbara D'Urso con la Concia e Bonanno un giorno sì e uno no e continuare a strumentalizzare i diritti delle persone, invece di azioni politiche nelle sedi opportune!

E di transfobia, dove, quando e chi ne comincerà a discutere seriamente, invece di convincerci che i Pride siano ancora un momento politico e condiviso dal movimento lgbti! Auspico che presto il movimento T prenda posizioni forti rispetto ad una propria piattaforma politica, autonoma e fuori dalle sigle ufficiali.

Le associazioni leader gay e lesbiche (guardiamo le cose in faccia) non rappresentano più uno strumento, un sostegno ed un veicolo per le nostre battaglie, ma al contrario ci invitano ai pride e a firmare le loro petizioni e sostenere le loro istanze.

Tutto ciò dve finire! Il movimento T italiano resta sempre relegato nell'angolo dalle istituzioni e dal movimento lgb stesso. A meno che non ci scappi il morto, legato alla cronaca politica e al malaffare istituzionale. Lo dimostra il fatto che della questione omosessuale ne discute persino la Chiesa, anche se non dovrebbe, di noi T in questo paese non c'è traccia, non c'è discussione, provvedimenti di tutela e quant'altro.

Allora qualcosa non funziona!

Bisogna trovare una chiave che copra il vuoto legislativo, sociale, bisogna riappropiarci delle nostre istanze cercando nuove piattaforme tra la collettività tutta, e accettare il fatto che la sigla storica lgbtqi, non ci rappresenta più, e nel suo vuoto politico, non rappresenta più nessuno....

E se prima "svenderci" sortiva un pur sottilissimo effetto di rimbalzo, questo meccanismo non funziona più. Allora o si crea una rottura e si ricomincia, che non significa azzerare quello che si è fatto, o restiamo in quell'angolo, ma senza fiatare!...

Commenti

Post popolari in questo blog

Il graffio rivoluzionario della Cultura dell'Arte

L’arte può essere violentemente rivoluzionaria. Può in qualche modo smuovere le coscienze, guidare le masse, veicolare  messaggi, fare da ispirazione a movimenti politici o ideologici. Ce lo dice la storia. Le grandi rivoluzioni civili si sono sempre fatte all'insegna di ideali di "bellezza" , che corrispondevano a moti dell'anima di grande levatura, gli stessi che hanno prodotto i più importanti movimenti artistici. In un periodo di regressione culturale, di linguaggi sempre più violenti e di tagli all'istruzione, il gesto più rivoluzionario che possiamo fare oggi, è proprio quello culturale. Negli anni '60 la cultura è stata enormemente influenzata da fenomeni di costume che ne hanno caratterizzato le svolte nei vari settori, dalla letteratura alle arti figurative, al teatro, al cinema, alla musica. La matrice di questi fenomeni era la contestazione . La cultura della contestazione ha interessato soprattutto il mondo giovanile, sia in America che in Europa ...

Youtube sostiene e legittima la cultura della discriminazione e dell'odio Transfobico?

. Proprio nell'attesa che approdi al Senato la discussione sull'estensione della legge Mancino ai reati di matrice omo/transfobica, nel web accade che, tra negazionisti e sostenitori, tra chi banalizza e minimizza.... . Malgrado le centinaia di segnalazioni, tra cui all' UNAR , l'amministrazione di Youtube non ritiene necessaria la rimozione di questo video, da vedere ed ascoltare fino alla fine. Autore il sig.re Zeb89  -  M.M.  -  che oltre a delegittimare una figura istituzionale (?) come il presidente della regione Puglia Nichi Vendola, diffama, denigra e viola esplicitamente la dignità e il diritto all'autodetrminazione delle persone Transgender, ma non solo! Attraverso messaggi inequivocabili - veicolati dalla più pericolosa ma diffusa disinformazione - atti ad alimentare la cultura dell'odio  contro il diverso da sè e con la più inaccettabile presunzione di far passare come diritto di opinione, un evidente e pregiudiziale attacco di matrice transfobica. M...

IL VALORE DI UNA VITA UMANA

. Ricevo e pubblico COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE TRANS GENERE Venerdì 11 Febbraio IL VALORE DI UNA VITA UMANA Passato il momento di sconcerto e di incredulità per la morte di Bea, abbiamo cominciato a riflettere su tutto quello che si poteva fare per evitare una morte così incettabile, in solitudine, al freddo…Bea aveva rinunciato a tutto pur di intraprendere il percorso di transizione che le avrebbe ridato il suo vero genere di appartenenza, era plurilaureata ma anche profondamente anarchica; Era assai difficile tenerla “ dentro le regole”, ma dio solo sa cosa abbiamo fatto per ricondurla ad una vita “ normale”. Adesso queste parole, “dentro le regole” e “normale” ci sembrano definizioni assurde, quanto è assurdo il valore che si da una vita umana, “non in regola, trans, senza fissa dimora, in sostanza senza valore. Gli articoli scritti dalla stampa sul suo decesso sono stati, come al solito, vergognosi e irrispettosi di una condizione di vita che è ben...