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Paola Concia e la legge antiomofobia. "Lo suyo es puro teatro" - di Giovanni Dall'Orto

 

L'ennesima presentazione e bocciatura di una serie di proposte di legge antiomofobia da parte dell'on. Paola Concia (Pd) si è conclusa ancora una volta con un nulla di fatto. Niente di male: dopo tutto, s'è trattato di una pura e semplice manovra pre-elettorale. Non c'erano i numeri per l'approvazione e basta.Paola Concia ha presentato e ripresentato le proposte sapendo in anticipo che la maggioranza avrebbero detto di no.I numeri per far passare la legge non li ha mai avuti, e lo ha sempre saputo fin dal primo momento, e lo abbiamo sempre saputo pure noi.


Il Pd glielo ha lasciato fare, per la stessa ragione: anche i cattolici del Pd, che sono CONTRARI a questa legge, sapevano che tanto la proposta non aveva in numeri per passare. Ma in questo modo si sono dati un'arietta di paladini dei diritti gay di pura facciata e nessunissima sostanza, che se si va a leggere la proposta di legge Soro bocciata ier l'altro
http://www.giovannidallorto.com/testi/leggi/soro2009/soro.html

si nota essere la cifra degli interventi di questo partito in materia di diritti lgbt.
Sarebbe del resto inspiegabile questo atteggiamento suicidale (un politico che si fa bocciare a ripetizione la stessa proposta di legge di solito non viene considerato affatto bravo, anzi..., e questa per la Concia credo sia la bocciatura numero 999) se non entrassero in ballo altre considerazioni, di tipo elettorale.

Questo è infatti stato un puro "beau geste" dimostrativo. (E meno male, perché l'impostazione del Pd è pessima, e la legge Soro è raccapricciante. La posizione di Arcigay, e mia, è la pura e semplice estensione della Legge Mancino sui crimini d'odio, e basta. Cosa semplicissima, banale. La legge Soro invece non cambierebbe nulla: il procedimento penale non diventa obbligatorio, e il gioco delle attenuanti generiche annullerebbe questa "aggravante generica" per tutti gli incensurati (cioè, in pratica, tutti) ed alla fine averla o non averla, questa legge, non farebbe differenza).

Se il Parlamento salta, come è possibile (lo sapremo tra due domeniche) alle prossime politiche il Pd può vincere SOLO se si apparenta con tutti, a differenza della volta scorsa. Questo implica che dovrà cedere seggi (c'è chi mi sussurra addirittura un centinaio, fra deputati e senatori), che alla scorsa tornata aveva scippato a tutti i partiti che Veltroni (quello della "vocazione maggioritaria per perdere") non aveva apparentato, e a cui è stato negato l'accesso al Parlamento, permettendo al Pd di incamerare tutti i loro seggi. Ripeto, anche se vince, perde seggi. E se perde, pure, perché si ha un bel parlare di "tenuta", ma in questa tornata elettorale il Pd ha comunque perduto voti quasi ovunque. E' il paradosso di una legge elettorale demenziale.

Nel Pd è già iniziato, quindi (e da mo'), la rissa su quali siano i seggi da sacrificare. Quello della Concia, "ovviamente", rientra nell'elenco. Diciamo infatti che di nemici nel partito Concia ne ha più di uno, massimamente in area cattolica, e se non altro di questo le va reso onore, perché questo è uno dei casi in cui "molti nemici, molto onore".

Tuttavia la signora sa di avere delle chances. E' donna, è area minoranza/Marino, ed è lesbica: se riesce a convincere di essere abbastanza importante da far sacrificare qualcun'altra, ce la fa a rientrare in parlamento (12.000 euro al mese, scusate se è poco) fornendo nel contempo al partito più d'una (tre, per la precisione) caratteristica necessaria al rispetto Manuale Cencelli del Pd. (Come tutti sappiamo, infatti, i deputati vengono nominati dai partiti prima di presentare le liste, non scelti da noi al momento del voto).

Ecco, tutto il suo attivismo si spiega solo con questa situazione. Quali vantaggi ne siano venuti al movimento gay è sotto gli occhi di tutti: nessuno.

Viceversa, i vantaggi per il Pd sono palesi. Se oggi non abbiamo una legge antiomofobia possiamo ringraziare i due governi di centrosinistra che non si sono mai curati di approvarla, pur avendo i numeri per farlo... volendolo. Ma con questa pubblicizzatissima campagna, la Concia è riuscita a proiettare mediaticamente l'idea che la colpa sia tutta e solo del cattivo centrodestra.
E in effetti in questo caso la colpa è, loro... però non lo è "tutta e solo". Qui le chiamate a correo sono tante e imbarazzanti.

Ciononostante, con tutto questo strepitare mediatico, la Concia ha "ripulito" l'immagine del suo partito. Diciamo quindi che se la rieleggeranno - e parlo da oppositore della sua inconcludente strategia politica - se lo sarà ampiamente meritato. Chiaramente, dal punto di vista del suo partito, non mio.

Ovviamente il mondo lgbt esce a mani vuote anche da questa tornata. Ma la Concia è stata messa lì esattamente per quello scopo: non darci nulla, facendo sembrare di volercelo dare.
E fa il suo dovere.
E lo fa ottimamente.

Tanto di cappello alle gerarchie del Pd che hanno inventato un personaggio come lei, facendola apparire dal nulla miracolosamente da un giorno all'altro come "la" paladina dei diritti lgbt in Italia, ripeto, allo scopo di non darci nulla (neppure un micragnoso impegno esplicito del loro partito su uno qualsiasi dei principi fondamentali di quanto chiediamo), pur in mezzo a cortine fumogene, strilla, accuse, minacce, dimissioni che fanno sembrare che "qualcuno" si stia dando un gran daffare. Che una paladina nel Pd, noi, ce l'abbiamo. Che lassù qualcuno ci ama...

"Teatro, lo suyo es puro teatro" ( http://www.youtube.com/watch?v=PE6YBdqC5So ).
Ma se non altro questa che abbiamo appena visto "fué su mejor actuaciòn".
E nella società della politica-spettacolo questo conta, capperi se conta...

www.giovannidallorto.com/

https://www.facebook.com/profile.php?id=100000066134922#!/notes/giovanni-dallorto/paola-concia-e-la-legge-antiomofobia-lo-suyo-es-puro-teatro/10150198641973320



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