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Diventare una luce nella lotta per i diritti umani La storia di Mario Suarez

Da sempre vivo nella convinzione che testimoniare, oltre ad essere un atto politico, rappresenti lo strumento più efficace per veicolare informazione e conoscenza. Più di qualsiasi convegno, congresso, seminario o manifestazione. La testimonianza non si limita agli "addetti ai lavori" ma aiuta la comunità a comprendere in modo diretto e col supporto della spinta emotiva, fatti, situazioni e condizioni di cui non si ha conoscenza o se ne ha una distorta perchè in questo modo viene affrontata e raccontata. Testimoniare ha un valore aggiunto rispetto a tutti i saggi e gli studi sull'identità genere in questo caso, proprio perchè una testimonianza non ha filtri, è il racconto di una storia e come tale viene percepito e raccolto. Per esperienza personale posso affermare che il potere e l'impatto emozionale della testimonianza, ha rotto muri di grande resistenza, presso chi li aveva alzati. Per questo leggendo la storia di Mario Itzel Suarez, che è una storia comune a molte persone transgender ma priva di luoghi comuni e stereotipi, di contro piena di elementi positivi, di impegno e di opportunità di cambiamento, ho deciso di tradurla e raccontarvela.



Sono Mario Itzel Suarez, un uomo trentenne trans ftom, messicano-americano nato e cresciuto a Eagle Pass, una piccola città sul confine tra Texas e Messico. Lavoro ad Austin, ma vivo in periferia in una delle tante piccole città conservatrici che sognano l'utopia liberale.

Sono stato il primo nella mia famiglia ad andare al college e a laurearmi, e sapevo esattamente come usare l'opportunità che mi era stata data, insegnare e aiutare ad aprire la strada ad altri. Sono diventato un insegnante di matematica di scuola superiore. Il mio coming out di uomo trans è stato devastante, non solo per mia famiglia, ma anche per i miei colleghi e collaboratori. Sicuramente i momenti più dolorosi della mia vita. Dopo due anni di insegnamento come Miss Suarez, ho deciso che era il momento di essere me stesso, il signor Suarez.
Grande sgomento, quando il mio preside mi  disse che sarebbe stato nel mio interesse, trasferirmi in una scuola diversa e "ricominciare da capo". Temeva che i genitori dei miei alunni avrebbero ritirato i propri figli dalla scuola. Che non voleva trovarsi a dover spiegare che la mia condizione non era "contagiosa"!

Non ero sorpreso dalla sua reazione. Tuttavia, ciò non rese la situazione meno difficile.

Ero stato a scuola per due anni. I miei colleghi insegnanti e collaboratori mi conoscevano come insegnante premuroso, onesto e buono. Decisero di fare pressioni in modo che io non fossi stato costretto ad abbandonare la mia scuola. Ero esterrefatto nel vedere che gran parte del corpo insegnanti si era rivolto al nostro sindacato locale per esprimere la loro solidarietà e la volontà di supporto nei miei confronti. E che la questione non rappresentava un problema. Provai una quantità enorme di sollievo e gratitudine.

La fine dell'anno arrivò. Il preside aveva deciso di lasciare la scuola per il ruolo di amministratore del distretto, così  arrivò un nuovo preside. Ancora una volta, ho dovuto raccogliere tutto il mio coraggio e andare a parlare al mio nuovo preside. Fui piacevolmente sorpreso nello scoprire che era molto ricettivo e solidale: "Vai avanti nel tuo percorso, e se avrai problemi con i bambini e le loro famiglie, mandali da me, me ne occuperò io"!
Tutto il resto è storia. Inizio il mio ottavo anno di insegnamento  in questa stessa scuola. Il mio liceo è una scuola, con  maggioranza di studenti a basso status socioeconomico, latino e neri, e un crescente numero di rifugiati del Centro America e della Tailandia. La maggior parte dei docenti, il personale, l'amministrazione e gli studenti sanno che una volta ero la Signorina Suarez, ma mi rispettano come l'uomo che sono oggi.

So che alcuni non compendono la mia condizione, ma  sono molto grato che la mia comunità abbia dimostrato rispetto ed interesse nel voler comprendere la vita delle persone trans. Sanno che io non sono diverso da loro. Io amo i miei studenti, proprio come gli altri insegnanti. Mi piace insegnare, proprio come loro. Voglio vedere i miei studenti crescere ed imparare, proprio come loro. Ho solo capito di vivere una vita che non mi apparteneva.

E 'difficile essere un uomo trans di colore nel sistema di istruzione pubblica in Texas. Anche se io sono aperto al dialogo e al confronto, a volte è scoraggiante dover affrontare persone che non sanno del mio percorso e che non sono propensi alla conoscenza e alla comprensione.
Ma è un sollievo sapere di avere tanti amici e sostenitori, sono stato fortunato. Molte persone trans lottano nelle piccole e grandi città per creare una nuova comunità solidale e partecipativa, che insieme a noi lotta per la tutela dei diritti umani sul posto di lavoro, e per abbattere isolamento e discriminazione.  Vivere la nostra vita senza senza oppressioni e violazioni.

Spero che la mia storia e le battaglie che ho combattuto facciano da ispirazione per diventare "quella luce" di cambiamento per se stessi e per gli altri nella vostra comunità. Questo è il modo che ho trovato per condividere la mia storia difficile ma positiva di uomo trans.

Mario Suarez continua a lavorare per la tutela dei diritti umani di tutte le persone, comprese le persone trans di colore.

L'articolo originale qui



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